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Il polietilentereftalato (PET) proveniente da bottiglie post-consumer
Esso può venire rigradato per riportarlo alla viscosità voluta in un processo specifico oppure viene modificato nella fase di ‘compounding’, dove vengono aggiunti o meno degli additivi, a seconda delle caratteristiche da impartire al materiale.

A seconda dei tipi di additivi utilizzati, si possono quindi distinguere sostanzialmente 4 categorie di prodotti attualmente disponibili:

  • non additivati
  • a migliorata resistenza all’urto
  • rinforzati fibra vetro
  • con ritardanti di propagazione di fiamma

I granuli sono  ottenuti a partire da scaglia da bottiglia post-consumer che durante il processo di estrusione viene purificata e filtrata da eventuali impurità solide (alluminio, carta, ecc.) presenti. Il materiale si caratterizza per la buona trasparenza e la sua viscosità intrinseca pari a 0,70 dl/g.
Tipici utilizzi si hanno nella produzione di bottiglie (injection - blow moulding), nel settore di produzione di lastre per termoformatura e, dopo opportuna rigradazione, nella produzione di monofilo e reggia. Nello stampaggio ad iniezione si possono ottenere oggetti trasparenti avendo però molta cura soprattutto nel garantire il corretto raffreddamento dello stampo.
I prodotti antiurto sono granuli additivati con opportuni agenti modificatori d’impatto (IM) per migliorare la resistenza all’urto del PET alla temperatura ambiente ed alle basse temperature. 

 

FIG.1, Scheda tecnica PET AMORFO


PET RINFORZATI FIBRA VETRO

LOGIC 75 (75 BOTTIGLIE DI PET), EKO23 (23 BOTTIGLIE DI PET), LOGIC 250 (250 BOTTIGLIE DI PET)


I PET rinforzati fibra vetro sono ottenuti aggiungendo nella fase di estrusione della scaglia, fibra vetro corta e opportuni additivi per facilitare le successive operazioni di stampaggio ed esaltare le caratteristiche meccaniche e termiche del prodotto.

Si propongono come validi sostituti delle poliammidi rinforzate fibra vetro nella produzione di pezzi perstampaggio ad iniezione che sono sottoposti ad elevate sollecitazioni termiche e meccaniche (es. corpi di ferri da stiro, arricciacapelli, asciugacapelli, ecc. e in molti particolari sottocofano nel settore auto).

Studiati in particolare per gli apparecchi elettrotecnici (es.portalampade, ecc.) in alternativa alle più comuni poliammidi, i PET autoestinguenti si differenziano dai precedenti perché in fase di compounding vengono aggiunti anche degli agenti ritardanti di fiamma che rendono il materiale idoneo per applicazioni in cui occorre rispettare le normative di resistenza al fuoco.

Come nel caso della serie precedente è possibile realizzare prodotti con diverse percentuali di rinforzo e diversi gradi di resistenza alla fiamma a seconda delle esigenze richieste.