Lo sapevi che le microplastiche possono essere classificate come primarie e secondarie?

Le microplastiche sono diventate uno dei problemi ambientali più urgenti e preoccupanti degli ultimi
decenni..

MICROPLASTICHE PRIMARIE E SECONDARIE

LO SAPEVI CHE LE MICROPLASTICHE POSSONO ESSERE CLASSIFICATE COME PRIMARIE E SECONDARIE?

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Le microplastiche sono diventate uno dei problemi ambientali più urgenti e preoccupanti degli ultimi decenni. Queste minuscole particelle di plastica si trovano ovunque nell’ambiente, dai fondali marini alle catene alimentari. Ma sapevi che le microplastiche possono essere suddivise in due categorie principali in base alla loro origine e alla dimensione delle particelle? Le microplastiche primarie e le microplastiche secondarie.

Le Microplastiche Primarie

Le microplastiche primarie sono particelle di plastica prodotte con dimensioni ridotte, come parte integrante di prodotti o processi industriali. Queste includono microsfere utilizzate in prodotti per la cura personale, come scrub per il viso e dentifrici, nonché granuli presenti in alcuni detergenti per abiti. L’uso diffuso di queste particelle di plastica in prodotti di consumo ha sollevato preoccupazioni significative per l’ambiente. Il problema principale con le microplastiche primarie è che una volta rilasciate nell’ambiente attraverso l’uso di questi prodotti, possono accumularsi in ecosistemi acquatici e terrestri, con possibili impatti sulla loro salute e sulle reti alimentari più ampie.

Le Microplastiche Secondarie

Le microplastiche secondarie, si formano a seguito della frammentazione di oggetti più grandi, come bottiglie di plastica, sacchetti, contenitori e altri manufatti di plastica. L’azione della luce solare, delle onde e delle condizioni meteorologiche contribuisce a rompere questi oggetti in frammenti sempre più piccoli nel corso del tempo. Questo processo di frammentazione può richiedere anni, ma alla fine porta alla formazione di microplastiche secondarie che possono contaminare suoli, acque superficiali e marine.

Impatti Ambientali delle Microplastiche

Entrambe le categorie di microplastiche, primarie e secondarie, hanno impatti ambientali significativi. Gli organismi marini possono ingerire queste particelle, causando danni alla loro salute e trasferendo eventualmente queste sostanze tossiche lungo la catena alimentare. Ciò può avere ripercussioni negative sulla salute umana, con potenziali effetti ancora poco compresi. Inoltre, la presenza diffusa di microplastiche nell’ambiente ha implicazioni per i suoli agricoli, con il rischio che queste particelle possano essere assorbite dalle piante e, successivamente, entrare nella catena alimentare umana.

Inoltre, le microplastiche possono essere classificate in base alle loro dimensioni: possono essere ulteriormente classificate in nanoplastiche (inferiori a 0,1 micron), microplastiche (vanno appunto da 0,1 micron a 5 millimetri) e mesoplastiche (da 5 millimetri a 1 centimetro).

Soluzioni e Azioni Future

Per affrontare il problema delle microplastiche, è essenziale adottare soluzioni a livello globale. Ciò include la riduzione dell’uso di microplastiche nei prodotti di consumo, la promozione del riciclo e la ricerca di alternative sostenibili. La regolamentazione e l’educazione civica sono fondamentali per garantire un cambiamento significativo nelle abitudini di consumo e nella gestione dei rifiuti.

In conclusione, la classificazione delle microplastiche come primarie e secondarie evidenzia la complessità di questo problema ambientale. Affrontare efficacemente la questione richiede un impegno globale per ridurre la produzione di plastica, promuovere pratiche di gestione dei rifiuti sostenibili e sviluppare alternative eco-compatibili.

Il nostro materiale IamNature®, a base PHA, nasce come alternativa biobased e sostenibile per rispondere in modo concreto a questa problematica. Infatti se rilasciato nell’ambiente non produce alcuna microplastica.

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